Sabato, 1 novembre 2020

Ordinazione Presbiterale dei
Diaconi Alessandro Fontò e Francesco Fanelli

Rev.mo Mons. Alessandro Greco, Canonici del Capitolo Metropolitano, Mons. Gianni Caliandro, Rettore del Pontificio Seminario Regionale di Molfetta, Carissimi sacerdoti e carissimi fedeli; saluto i genitori e i parenti di don Alessandro e di don Francesco i vostri parroci di origine e dove prestate servizio, i seminaristi, e questa Assemblea che doveva essere più numerosa, ma che per causa della montante pandemia è più limitata in numero, ma non in ardore.

In questa grave emergenza che stiamo vivendo celebriamo con sobrietà e bellezza l’ Ordinazione Presbiterale dei Diaconi Alessandro Fontò e Francesco Fanelli.

In questa festa di tutti i santi il Signore ci chiama tutti ad essere santi. Come abbiamo ascoltato nel vangelo delle beatitudini  nel sermone della montagna è per tutti l’invito del Signore più volte ripetuto “beati”.

Il Signore vi chiama ad uno stile di vita che è  l’esatto contrario dei valori del mondo.

  • Ma in che cosa consisteva la santità per tutti quei poveri malati, miti non prepotenti operatori di giustizia e di pace? Loro si avvicinavano a Gesù, lo riconoscevano; L’origine della santità è la chiamata di Cristo. la santità è riconoscere Cristo.
  • è amare Cristo , seguirlo come hanno fatto gli apostoli. Chi vuol salvare la propria vita la perderà; chi vorrà perdere la propria vita per causa del vangelo la troverà. Seguire ed amare.
  • Amare il corpo di Cristo , costruire la Chiesa. Rapporti nuovi questo è il compito della vita di tutti i cristiani e in particolare dei ministri ordinati, dei sacerdoti. Cammino di uomini che consegnano la loro vita a Dio per alimentare la santità di tutto il popolo di Dio.

La santità sacerdotale è l’ identificazione col proprio ministero. Vi segnalo i momenti centrali di questa liturgia di ordinazione.

  • Così metterete la vostra vita nelle mani del Vescovo, segno di Gesù sommo sacerdote;
  • vi prostrerete abbandonandovi totalmente al Signore;
  • riceverete l’imposizione delle mani sul vostro capo da parte del vescovo come facevano gli Apostoli e quindi sarà fatta la solenne preghiera di ordinazione.
  • Poi le vostre mani saranno unte con il santo crisma per poter santificare il popolo di Dio.

Voi non sarete più gli stessi, in voi la grazia opera un cambiamento radicale. I vostri superiori e i sacerdoti a cui siete stati affidati prima dell’ ordinazione si sono presa la responsabilità di dire che siete idonei e il Vescovo dopo molta preghiera ha accettato il loro giudizio. Ci sarà in voi un salto di qualità: in teologia si dice un cambiamento ontologico, dell’essere. Un grande salto di qualità nella vostra umanità: diventerete “Alter Christus” (in una forma diversa da come lo sono tutti i cristiani), anzi “Ipse Christus”.

Sarete il segno del Signore che ci raggiunge, ci tocca, ha compassione di noi e permane in mezzo a noi con la vostra persona e i sacramenti della Chiesa che amministrerete. E voi vi santificate nel ministero. Per fare questo ripetete il vostro sì a Cristo e mantenetelo vivo. L’amore alla Chiesa diocesana, con l’obbedienza al Vescovo, l’amore al presbiterio, alla fraternità sacerdotale che vi accoglie e vi sostiene.

Preparatevi ad una vita non facile come dice il Signore: io vi mando “come agnelli in mezzo ai lupi, siate dunque prudenti come serpenti e candidi come colombe” (Mt 10, 6). Non possiamo impedire che ci siano gli avvoltoi, di fronte ai quali come ha fatto Gesù e come fanno i martiri basta essere se stessi.

Siate sacerdoti con l’odore delle pecore, come dice papa Francesco.

  • Amate il popolo che vi è affidato e particolarmente i poveri e i feriti materialmente spiritualmente da questa pandemia. Quello che fate per loro dice Gesù: lo avete fatto a me.
  • Siate disponibili. Siate reperibili nella vita quotidiana, in mezzo alla gente, ma anche in Chiesa,
  • confessando i fedeli,
  • visitando gli ammalati,
  • curando le ferite dei fratelli andandoli a cercare.
  • Presenti nella società e curando la casa comune.

In questo tempo di pandemia portate la speranza dell’amore di Dio che non ci abbandona.
La nostra diocesi è in festa per questi due nuovi sacerdoti, lo sono le vostre famiglie e le vostre parrocchie; e voi fedeli pregate per questi due sacerdoti perché siano degni ministri di Cristo.

La Madonna della Salute vi accompagni; e San Cataldo, San Francesco de Geronimo e Sant’Egidio vi proteggano sempre.

E pregate anche per me;  vi abbraccio e vi benedico

+ Filippo
Arcivescovo

 

 

Taranto, 31 ottobre 2020.