Saluto alla processione dei Misteri

Cari fratelli e sorelle,

1. ringrazio con tutti voi, in questo momento austero e solenne, Nostro Signore, per quello che è avvenuto nella Chiesa in questi ultimi tempi. Penso a Benedetto XVI che con un gesto di impareggiabile profezia ha lasciato la cattedra di Pietro, e il mio cuore trabocca, e credo di essere in piena sintonia con voi, per il nostro Santo Padre Francesco! È lo Spirito che sta alitando sulla Chiesa di Dio, anche sul mondo che è conquistato dalla semplicità di papa Francesco, dalla sua umanità, dall’amore per i poveri. Soprattutto siamo lieti perché lui offre a tutti noi la carezza di Dio come ha fatto lavando i piedi ai giovani reclusi di Casal del Marmo.

  È questo il cuore della nostra fede: il Signore che ci viene incontro e che si dona totalmente a noi sul legno della croce per la nostra felicità, per la nostra salvezza.

   Sulla croce l’umanità è legata per sempre a Dio. L’umanità grida il suo bisogno di Dio e al Padre si abbandona, vincendo ogni forma di potere, di orgoglio, di autosufficienza.

  Quando noi ci lamentiamo innanzi al Padre delle nostre difficoltà dei nostri affanni, del male subito; quando abbiamo bisogno di una vita nuova, di essere lavati dalle nostre colpe, di ritrovare una famiglia; quando ci chiediamo perché c’è il male nel mondo, l’unica risposta che il Padre ha dato è questa: Cristo in croce. Non siamo dinanzi ad una teoria, ma ad un fatto, ad un amore senza fine che ci abbraccia.

  Dio non è rimasto lontano, distante fuori dai nostri drammi e dal nostro dolore. Si è fatto uomo, ci è venuto vicino ha sofferto con noi perché ci ama, ci vuole bene. I misteri bene descrivono il suo dolore realmente abbracciato. Le frustate, gli sputi, gli insulti, i chiodi e tutti gli oltraggi, perché Egli è vero uomo e vero Dio . Tutto questo per salvare il mondo dal male, dal peccato, dalla violenza e dalla morte
2. E noi qui a Taranto siamo ancora con l’acqua alla gola per la questione ambiente salute e lavoro. Il Giudizio di Dio sarà severo con chi può fare, ma omette, e con chi fa precedere qualsiasi calcolo o tornaconto personale al bene di tutti! Ancora una volta, contemplando i misteri dico: che cosa c’è di più serio della morte? Che cosa c’è di più importante della vita?
Mai più morti sul lavoro! E mai più morti per l’inquinamento! Anche un morto solo, un solo bambino malato di cancro per l’inquinamento è, comunque sia, troppo per noi, un prezzo che non vogliamo pagare, una posta che non è in vendita! La vita non si baratta. La vita non si vende!
E vedendo il dolore di Gesù mi sono venuti in mente, insieme agli ammalati di cancro e a tutti gli ammalati, i tre operai dell’ Ilva, morti in quattro mesi, strappati ai loro cari e agli amici. Mi vengono anche in mente i nostri due marò nuovamente detenuti in India per la confusione del governo e che stanno affrontando la situazione con dignità e coraggio. Mi vengono in mente gli operai sempre più preoccupati per il futuro incerto, mentre si addensano le nubi della crisi economica. Mi vengono in mente i nostri giovani ai quali cinicamente si consiglia di espatriare per trovare lavoro. I nostri giovani del politecnico che continueremo a sostenere perché abbiano cultura e speranza. Ieri notte dinanzi all’Addolorata ho pregato per le nostre donne perché cessi qualunque forma di violenza: da quella della volgarità fino a quella ignobile e deplorabile che è la violenza fisica.

Cristo crocifisso è vicino a tutti quelli che soffrono nella povertà, nel dolore, nella solitudine e nella malattia.

La morte è arrivata ad ingoiare anche Cristo, pensando che le appartenesse come ogni mortale, ma Gesù nella sua umanità crocifissa nascondeva e conteneva il ‘granito’: Il Verbo di Dio non poteva morire e proprio quando  Gesù muore, dicono i padri della chiesa ‘la morte ha avuto i denti spezzati’ per sempre. Uno l’ ha vinta. Dice Melitone di Sardi: ‘Con il suo Spirito non soggetto alla morte, Cristo ha ucciso la morte che uccideva l’ uomo’.

Gesù poi non è morto solo per sé; dice la lettera agli Ebrei ‘Egli ha provato la morte a vantaggio di tutti'(Eb 2,9). E San Paolo ci dice: ‘se viviamo con Lui, vivremo anche con Lui’ (2 Tim 2,11). Cristo ha vinto, se lo seguiamo anche noi vinciamo con lui. La morte ci insidia ancora e ne sentiamo il dolore, ma Lui ha ridotto la morte all’ impotenza. Guardiamo i misteri e seguiamo i misteri: lasciamoci raggiungere, lasciamoci guardare da Cristo e dall’ Addolorata perché il sacrificio di Cristo è anche per noi la porta della speranza già in questa terra.

3. Papa Francesco ci dice ‘non fatevi rubare la speranza’, non ce la facciamo rubare, ma con la nostra fede, con la nostra solidarietà contagiamo i nostri fratelli. Dalla passione di Cristo rinasce la vita nel mondo e anche qui tra noi a Taranto. Ci sono ancora tante problematiche aperte, ma con tutti voi lotteremo per non soccombere al pessimismo; sarebbe questa, come dice Papa Francesco, l’ opera del diavolo.

Ancora una volta rivolgo un accorato appello all’unità di tutto il nostro popolo e delle istituzioni perché si affermino non i meschini interessi particolari, ma il bene comune.
Come vedete desidero fortemente conservare e custodire le tradizioni della Settimana Santa e di farle risplendere della bellezza e della semplicità evangelica. Anche rispetto ad altre nazioni queste processioni sono più belle e più vere, perché non domina il folclore, ma la fede sincera del nostro popolo che sa raggiungere anche coloro che sono distanti dalle pratiche religiose. Ma una devozione senza la consegna del proprio cuore a Dio fin dal profondo è una menzogna. E dalla fede dobbiamo ripartire per costruire la solidarietà e dare speranza al nostro popolo e alla nostra terra.
Che la nostra Italia sia governabile! Che ci sia una nuova stagione di sviluppo per la Puglia e per Taranto: non fossilizzandoci appena sulla grande impresa, ma favoriamo la piccola e media industria, il commercio, l’agricoltura con i frutti della terra; la pesca con la difesa del nostro mare e dei suoi frutti preziosi. Sviluppando la cultura, l’arte, l’educazione delle nuove generazioni e dando la nostra principale attenzione ai più poveri e alle persone più colpite dalla crisi.
Dal Crocifisso bisogna ripartire, ora come ogni giorno, da quando appena svegli segniamo la croce sul nostro corpo a quando prima di richiudere gli occhi chiediamo a Dio di custodire, sempre col segno della croce il nostro sonno e i nostri cari.
4. Prima di augurarci un buon cammino, voglio guardare con affetto fliliale alla vergine Addolorata ‘Alla Madonn nostr!’ come diciamo qui a Taranto.
Madre bella anche nel dolore, non possiamo non chiedere di prenderti cura di questa nostra Città, stanotte ho chiesto che ti invocassero come Addolorata e come consolatrice degli afflitti. Tu sei sempre presente. A Taranto tu non porti più il cuore in petto, ma in mano. Perché sei pronta a donarlo. Quel cuore non è più il tuo ma il nostro. Ad ogni nazzicata, donaci il tuo cuore. Dona il cuore con la tua fede e la tua fermezza, donaci il cuore palpitante di amore per tuo Figlio e per i nostri fratelli. Donaci il tuo cuore: vogliamo essere tuoi figli. Benedici questo tuo popolo o Madre! Amen!